Energia e dintorni
 

The Molten-Salt Reactor Experiment (anni '60...)

ilmondo2001@x-xyahoo.it 16 Ott 2016 18:07
https://youtu.be/tyDbq5HRs0o

Se soltanto ci fossse l'intelligenza e la volontà politica di
orientarsi verso i reattori nucleari di tipo L.F.T.R., quelli cioè che
utilizzano come combustibile il floruoro di torio liquido anzichè
l'uranio ed il plutonio...
Roberto Deboni DMIsr 16 Ott 2016 23:40
On 2016-10-16, ilmondo2001@x-xyahoo.it <ilmondo2001@x-xyahoo.it> wrote:
> https://youtu.be/tyDbq5HRs0o
>
> Se soltanto ci fossse l'intelligenza e la volontà politica di
> orientarsi verso i reattori nucleari di tipo L.F.T.R., quelli cioè che
> utilizzano come combustibile il floruoro di torio liquido anzichè
> l'uranio ed il plutonio...

Per quanto riguarda il filone TMSR-LF, il programma cinese e' il seguente:

Entro 2018: un prototipo da 2 MW(t), codice TMSR-LF1
Entro 2025: una versione sperimentale da 10 MW(t), codice TMSR-LF2
Entro 2035: impianto dimostrativo da 100 MW(t), codice TMSR-LF3
con completo ritrattamento elettro-metallurgico a chiusura del
ciclo torio-uranio
Seguira' a ruota il primo impianto di taglia industriale da 1000 MW.

Nota: LF sta per "liquid fuel".

Una versione sara' utilizzata per estrarre energia dagli attinidi (quello
che identifica i rifiuti nucleari che gli antinuclearisti si inventano
essere rifiuti da gettare) e quindi smaltirli, distruggendoli nel processo.
ilmondo2001@x-xyahoo.it 18 Ott 2016 18:40
On Sun, 16 Oct 2016 16:40:58 -0500, Roberto Deboni DMIsr
<news@*****isienergie.it> wrote:
>
>Per quanto riguarda il filone TMSR-LF, il programma cinese e' il seguente:
>
>Entro 2018: un prototipo da 2 MW(t), codice TMSR-LF1
>Entro 2025: una versione sperimentale da 10 MW(t), codice TMSR-LF2
>Entro 2035: impianto dimostrativo da 100 MW(t), codice TMSR-LF3
> con completo ritrattamento elettro-metallurgico a chiusura del
> ciclo torio-uranio
>Seguira' a ruota il primo impianto di taglia industriale da 1000 MW.

Caro Deboni, i grandi capitali hanno già incominciato a migrare verso
Est e pian piano da "paesi emergenti" questi sono destinati a
trasformarsi abbastanza rapidamente in civiltà avanzate che potrebbero
rischiare di mettere all'angolo la nostra non avendo, al contrario di
noi, la pastoia di uno status quo che stenta ad essere abbandonato
perchè ancora apparentemente abbastanza gratificante (a parte il
recente crescere di popolazione che scivola sottto la soglia minima di
povertà...) mentre loro stanno già crscendo alla grande superando il
loro statu quo d iaarretraezza con una visione di pianificazione
strategica molto orientata a quanto di nuovo la scienza e la
tecnologia può offrire.
Si salvano ancora gli USA, forti di un capitalismo ancora aggressivo
ed orientato al progresso, ma il resto dell'occidente forse potrebbe
anche conoscere "stridor di denti"...
Roberto Deboni DMIsr 18 Ott 2016 21:25
On 2016-10-18, ilmondo2001@x-xyahoo.it <ilmondo2001@x-xyahoo.it> wrote:
> On Sun, 16 Oct 2016 16:40:58 -0500, Roberto Deboni DMIsr
><news@*****isienergie.it> wrote:
>>
>>Per quanto riguarda il filone TMSR-LF, il programma cinese e' il seguente:
>>
>>Entro 2018: un prototipo da 2 MW(t), codice TMSR-LF1
>>Entro 2025: una versione sperimentale da 10 MW(t), codice TMSR-LF2
>>Entro 2035: impianto dimostrativo da 100 MW(t), codice TMSR-LF3
>> con completo ritrattamento elettro-metallurgico a chiusura del
>> ciclo torio-uranio
>>Seguira' a ruota il primo impianto di taglia industriale da 1000 MW.
>
> Caro Deboni, i grandi capitali hanno già incominciato a migrare verso
> Est e pian piano da "paesi emergenti" questi sono destinati a
> trasformarsi abbastanza rapidamente in civiltà avanzate che potrebbero
> rischiare di mettere all'angolo la nostra non avendo, al contrario di
> noi, la pastoia di uno status quo che stenta ad essere abbandonato
> perchè ancora apparentemente abbastanza gratificante (a parte il
> recente crescere di popolazione che scivola sottto la soglia minima di
> povertà...) mentre loro stanno già crscendo alla grande superando il
> loro statu quo d iaarretraezza con una visione di pianificazione
> strategica molto orientata a quanto di nuovo la scienza e la
> tecnologia può offrire.
> Si salvano ancora gli USA, forti di un capitalismo ancora aggressivo
> ed orientato al progresso, ma il resto dell'occidente forse potrebbe
> anche conoscere "stridor di denti"...

Ci sarebbe il metodo "Italia" ... tra dieci anni ci dichiariamo tutti
alleati dei cinesi, avremo tante fabbriche cinesi sul territorio e
lavoreremo, piu' o meno, per i cinesi, in cambio di uno scampolo di
benessere a ricordo dei bei tempi passati. E sicome molti hanno la
memoria di una triglia (utile per sopportare le occupazioni), saranno
felici e contenti, ringraziando la buona stella di essere cosi'
"cari" ai cinesi ...

Sa quale e' il problema di quelli come noi ?
C'e' la prendiamo troppo ("we care") ...
ilmondo2001@x-xyahoo.it 19 Ott 2016 10:03
On Tue, 18 Oct 2016 14:25:49 -0500, Roberto Deboni DMIsr
<news@*****isienergie.it> wrote:

>On 2016-10-18, ilmondo2001@x-xyahoo.it <ilmondo2001@x-xyahoo.it> wrote:
>> On Sun, 16 Oct 2016 16:40:58 -0500, Roberto Deboni DMIsr
>><news@*****isienergie.it> wrote:
>>>
>>>Per quanto riguarda il filone TMSR-LF, il programma cinese e' il seguente:
>>>
>>>Entro 2018: un prototipo da 2 MW(t), codice TMSR-LF1
>>>Entro 2025: una versione sperimentale da 10 MW(t), codice TMSR-LF2
>>>Entro 2035: impianto dimostrativo da 100 MW(t), codice TMSR-LF3
>>> con completo ritrattamento elettro-metallurgico a chiusura del
>>> ciclo torio-uranio
>>>Seguira' a ruota il primo impianto di taglia industriale da 1000 MW.
>>
>> Caro Deboni, i grandi capitali hanno già incominciato a migrare verso
>> Est e pian piano da "paesi emergenti" questi sono destinati a
>> trasformarsi abbastanza rapidamente in civiltà avanzate che potrebbero
>> rischiare di mettere all'angolo la nostra non avendo, al contrario di
>> noi, la pastoia di uno status quo che stenta ad essere abbandonato
>> perchè ancora apparentemente abbastanza gratificante (a parte il
>> recente crescere di popolazione che scivola sottto la soglia minima di
>> povertà...) mentre loro stanno già crscendo alla grande superando il
>> loro statu quo d iaarretraezza con una visione di pianificazione
>> strategica molto orientata a quanto di nuovo la scienza e la
>> tecnologia può offrire.
>> Si salvano ancora gli USA, forti di un capitalismo ancora aggressivo
>> ed orientato al progresso, ma il resto dell'occidente forse potrebbe
>> anche conoscere "stridor di denti"...
>
>Ci sarebbe il metodo "Italia" ... tra dieci anni ci dichiariamo tutti
>alleati dei cinesi, avremo tante fabbriche cinesi sul territorio e
>lavoreremo, piu' o meno, per i cinesi, in cambio di uno scampolo di
>benessere a ricordo dei bei tempi passati. E sicome molti hanno la
>memoria di una triglia (utile per sopportare le occupazioni), saranno
>felici e contenti, ringraziando la buona stella di essere cosi'
>"cari" ai cinesi ...
>
>Sa quale e' il problema di quelli come noi ?
>C'e' la prendiamo troppo ("we care") ...

Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
italiana...
Solo per ricordare alcuni nomi conosciuti:

Abbigiamento
- Krizia ceduta alla Shenzhen Marisfrolg Fashion Co
- Cerruti al gruppo cinese Li & Fung
- Caruso a Fosun International

Settore agroalimentare
- Agroturismo Casanova - La Ripintura, Greve in Chianti
all'imprenditore di Hong Kong You Yi Zhu
- Salumificio Fiorucci alla Shuanghui International Holdings

Altr isettori
- Gruppo Ferretti alla Shandong Heavy Industry Group (Weichai)
- Cifa Spa al gruppo cinese Zoomlion
- 50% del terminal container del porto di Napoli alla cinese Cosco
- La Benelli al Qinjiang Group
- La Volvo partecipata dal gruppo Zhejiang Geely Holding
- La Meneghetti e la Elba dalla Haier
- 40% di Ansaldo a Shanghai Electric
- La Pirelli a ChemChina con delisting dalla borsa italiana
- Sirton alla Shanghai First Pharmaceuticals

E sembra che questa situazione riscuota l'approvazione ed il consenso
dei nostri sciagurati "opinion leaders"...
http://www.panorama.it/economia/cina-come-quanto-pechino-investe-in-italia/
http://www.ansa.it/pmi/notizie/lavoro/2016/07/01/da-investimenti-cinesi-6-miliardi-pil_34cfb0fd-4209-4885-a674-511c01265a23.html

E non ci sono solo i cinesi che fanno shopping in Italia...
http://www.businesservices.com/compravendita-immobili-gli-stranieri-preferiscono-investire-italia/
Non è al di là da venire, caro Deboni, stiamo già colando a picco ed
il "metodo Italia" è già pienamente in atto...
Roberto Deboni DMIsr 20 Ott 2016 00:51
On 2016-10-19, ilmondo2001@x-xyahoo.it <ilmondo2001@x-xyahoo.it> wrote:

...snip...

> Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
> effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
> italiana...

Mi sto ponendo da un po' tempo una riflessione:

"Per quale ragione scrivere "politica italiana" ?

Altrove leggeremo (trasposto in sulle notizie in "Italia"):

"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
del Sig.Renzi ..."

oppure

"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
del PD ..."

oppure

"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
del governo ..."

oppure

"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
degli sciagurati governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni
..."

oppure

"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
della casta dei politici al potere ... "

(io mi fermo su questa)

Vivendo tanto tempo in Italia, mi pesco a ripetere crasse battute (cosa
che sto cercando di evitare, di "guarire" da quel "male"), del
tipo generalizzante, come il modo molto diffuso che lei ha appena
usato, affibbiando all'intera "italianita'" l'azione di una parte.

Se guarda le opzioni "alternative", esse vanno ad invididuare dei responsabili.
Il che forse puo' anche suggerire dei "rimedi".

Ma lo scrivere "politica italiana" ha un che di "inellutabile".
Infatti, se tutto il paese fosse marcio, cosa fare ? Un massacro
collettivo, con "harakiri" finale (se siamo tutti italiani) ?
Ovviamente, guardando il problema da chi ritiene che tutto questo faccia
schifo, che non e' degno di essere vissuto.
Chiaramente, chi preferisce fare "la cosa piu' conveniente per se stessi"
invece del "fare la cosa giusta" (che sul momento puo' essere un pelo
disagevole, ma alla lunga ripaga), rispondera' che non c'e' nessun
problema, che basta "farsi furbi", oppure "e' la vita!", etc.

In fondo, scrivere "politica italiana" non e' anche indizio di un desiderio
"sadico" che questo oggetto geografico dal nome "Italia" vada a fondo ?

Io ritengo fortemente che lei non e' certamente tra quelli che "incita" o
"suggerisce" questa forma di appellare ed assegnare "colpe", ma semplicemente
vivendo tutta una vita in "questo paese", ha assorbito nel linguaggio come
"modo di dire" questa generalizzazione. Ed e' per questo che le pongo la
domanda: ha mai riflettuto su chi potrebbe essere interessato ad infilare
un "italiana" ovunque c'e' da parlare male (e piu' raramente, bene), in
modo che sia un "uso" comune ?


Riguardo all'elenco che ha fatto, si tratta di acquisizioni a forza di denaro
contante. Cosa possono fare molti degli imprenditori interessati, se non
subire (o chiudere l'azienda) ?

A tale proposito, anche se qui non c'entrano i cinesi (ma sono i loro nemici
storici), qualcuno forse si ricorda il rimpianto con cui ho visto che una
azienda storica italiana nel settore della cogenerazione, la Turboden di
Brescia, e' stata "acquistata" nel 2009 dagli americani (Pratt & Whitney Power
Systems della UTC Corporation). La notizia era triste perche' la Turboden
esportava moltissimo (specialmente in Austria e Nord Europa). Probabilmente
poteva diventare una signora azienda, se solo, ad esempio, le agevolazioni
alla cogenerazione (tecnologica b*****e, ma molto efficace nel fare risparmiare
combustibili fossili e cosi' ridurre i costi dell'energia elettrica e del
riscaldamento) fossero state iniziate per prime (invece del fotovoltaico di
cui non abbia alcuna seria realta' in Italia), gia' nel 2008 e non 7 anni
dopo. Invece durante questa lunga agonia, abbiamo lo scambio, in una
alleanza, da parte degli americani, della intera PW Power Systems ai *******
dal 2013 Turboden e' parte del gruppo Mitsubishi Heavy Industries,
MHI:

http://www.turboden.eu/it/about/about-company.php

MHI e' 23-esimo nel mondo come azienda del settore militare, e la maggiore
in Giappone. MHI e' anche un grosso costruttore nel settore nucleare e
gestisce anche la produzione di combustibile nucleare (440'000 kg/anno).
Il reattore piu' moderno della MHI e' l'ATMEA (sviluppato con la AREVA
francese). MHI ha anche ricevuto l'incarico dal governo di progettare
e realizzare la tecnologia dei reattori FBR, ovvero veloci (chi ricorda
"Superphenix", dove l'Europa si e' fermata). MHI ha anche ricevuto l'ordine
dalla Turchia per aprire il secondo cantiere nucleare in Turchia, a Sinop,
per un valore di $15,8 miliardi.

Riguardo alle acquisizioni di MHI, l'anno dopo avere ricevuto PW Power
System (e quindi anche Turboden), nel 2014, ha cercato di prendersi la
francese Alstom. Il governo francese ha bloccato l'operazione: Alstom ha
da restare francese. Ora MHI sta trattando per entrare nella proprieta' di
AREVA (che viste le sue tragiche difficolta', forse questa volta il
governo francese cedera', per "soldi").

Perche' non e' buona cosa che accadono queste acquisizioni (come anche da
suo elenco) ? Perche', ovviamente, quello che resta in Italia e' solo la
"testa" (il settore ricerca e sviluppo), mentre la produzione scivolera'
lentamente nell'estremo oriente. E la disoccupazione industriale aumenta,
trasformando l'Italia in una paese di camerieri e sorveglianti di musei, che
e' quello che vogliono, non "gli italiani", bensi' un fritto misto di "chi
governa da un po' di tempo", la Commissione Europea (certamente complice) ed
una "parte" degli italiani che preferisce ogni volta cio' che gli e' piu'
conveniente nell'immediato, piuttosto che "fare la cosa giusta per tutti".

NB: "fare la costa giusta per tutti" non e' un atto di generosita', ma di
intelligenza, perche' gia' nel me***** termine ripaga, in termini di evitare
futuri ulteriori guai e peggiorare i guai esistenti.
ilmondo2001@x-xyahoo.it 20 Ott 2016 19:43
On Wed, 19 Oct 2016 17:51:40 -0500, Roberto Deboni DMIsr
<news@*****isienergie.it> wrote:

>On 2016-10-19, ilmondo2001@x-xyahoo.it <ilmondo2001@x-xyahoo.it> wrote:
>
>...snip...
>
>> Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
>> effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
>> italiana...
>
>Mi sto ponendo da un po' tempo una riflessione:
>
>"Per quale ragione scrivere "politica italiana" ?

Per la stessa ragone per cui lei ha scritto "Ci sarebbe il metodo
"Italia"..."

>
>Altrove leggeremo (trasposto in sulle notizie in "Italia"):
>
>"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
>effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
>del Sig.Renzi ..."
>
>oppure
>
>"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
>effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
>del PD ..."
>
>oppure
>
>"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
>effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
>del governo ..."
>
>oppure
>
>"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
>effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
>degli sciagurati governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni
>..."
>
>oppure
>
>"Ha perfettamente ragione ma quello che lei sembra solo paventare in
>effetti sta già avvenendo alla grande grazie alla sciagurata politica
>della casta dei politici al potere ... "
>
>(io mi fermo su questa)

Appunto: ho inteso che scrivendo "metodo "Italia"..." lei volesse
riassumere tutte queste possibilità, come di fatto mi ha confermato
fermandosi all'ultima delle omologhe espressioni, che da parte mia ho
sintetizzato per brevità "politica italiana".

[cut]
>
>Ma lo scrivere "politica italiana" ha un che di "inellutabile".

Invero è' come scivere "metodo Italia..." che inteso in modo
assolutistico come lei ha fatto può indurre ad un che di
"ineluttabile" allo stesso modo di "politica italiana", ma da parte
mia non sono abituato ad interpretazioni assolutistiche, per cui avevo
già inteso la sua espressione nell'accezione delle successive
declinazioni che lei ha poi fatto...

[cut]
>
>
>In fondo, scrivere "politica italiana" non e' anche indizio di un desiderio
>"sadico" che questo oggetto geografico dal nome "Italia" vada a fondo ?

Non per me! Le ho spiegato sopra il mio intendimento.

>
>Io ritengo fortemente che lei non e' certamente tra quelli che "incita" o
>"suggerisce" questa forma di appellare ed assegnare "colpe", ma semplicemente
>vivendo tutta una vita in "questo paese", ha assorbito nel linguaggio come
>"modo di dire" questa generalizzazione.

Non ho generalizzato, ma per brevità ho usato un'espressione
esattamente omologa della sua espressione "metodo "Italia"..."

> Ed e' per questo che le
pongo la
>domanda: ha mai riflettuto su chi potrebbe essere interessato ad infilare
>un "italiana" ovunque c'e' da parlare male (e piu' raramente, bene), in
>modo che sia un "uso" comune ?

Non giudico gli altri: da parte mia però non è così, le ribadisco che
ho usato un'espressione omologa di quella usata da lei perchè ho
inteso che lei volesse significare esattamente ciò che lei ha poi
precisato nelle sue espressioni succssivamente declinate e sui cui
concordo.

>
>Riguardo all'elenco che ha fatto, si tratta di acquisizioni a forza di denaro
>contante. Cosa possono fare molti degli imprenditori interessati, se non
>subire (o chiudere l'azienda) ?

Subiscono perchè una politica sciagurata (quella di Renzi, Letta,
Berlusconi, Prodi, ecc...) ha causato una perdita di competitività di
moltissim iimprenditori.
Da troppi decenni abbiamo una economia ingessata, "di relazione": cioè
se un imprenditore non accetta un padrino politico o partitico e non
si rende disponibile a fare da collettore di consenso ai suoi politici
o partiti di riferimento, questo imprenditore sarà destinato a
languire perchè il lavoro importante è distribuito fra gli amici e gli
amici degli amici del sistema politico (non solo quello di governo ma
anche quello di opposizione, quello del sottobanco...)
Questo è il punto!

[cut]
>
>NB: "fare la costa giusta per tutti" non e' un atto di generosita', ma di
>intelligenza, perche' gia' nel me***** termine ripaga, in termini di evitare
>futuri ulteriori guai e peggiorare i guai esistenti.

Sono perfettamente daccordo, ma il pesce puzza sempre dalla testa, dai
politicanti che governano cercando di fare cose che nell'immediat
odelle successive elezioni possano portare loro un contingente
consenso e cercano voti distribuinedo i loro favori ai loro collettori
di voti, agli amici, agli amici degli amici, anche strizzando
l'occhietto agli evasori ed elusori con i soliti condoni ed agli
elettori riservano qualche mancetta qua e là, al modo di Renzi , ma
non solo di Renzi...
Roberto Deboni DMIsr 20 Ott 2016 22:47
On 2016-10-20, ilmondo2001@x-xyahoo.it <ilmondo2001@x-xyahoo.it> wrote:

...snip...

> Subiscono perchè una politica sciagurata (quella di Renzi, Letta,
> Berlusconi, Prodi, ecc...) ha causato una perdita di competitività di
> moltissim iimprenditori.

Piu' che la politica di per se, e' il problema carcere (ovvero l'uso del
braccio armato da parte di questa politica: altrove il problema non esiste
perche' ogni imprenditore fa cio' che deve fare.
Mettiamola cosi': e' un po' come sotto il nazismo, a seconda della
dimensione della azienda, scendiamo giu' fino a livello del "kapoo" che va
poi a vessare/talleggiare l'imprenditore.
Oppure: se c'e' un amministratore che "spadroneggia" (non voglio usare
termini di codice penale) e' perche' c'e' un certo numero di condomini
consenzienti. Il dare la colpa solo alla politica e' limitativo, e' un
po' il capro espiatoria per nascondere le responsabilita' di una massa
("massa" sta per "numerosi", non e' sinonimo di "tutti", altrimenti l'Italia
sarebbe gia' fallita) di aguzzini o clac di sostenitori degli stessi
(tipo quelli che lanciano verdura ai condannati accompagnati al patibolo
anche se rei solo di reati di lesa maesta).

> Da troppi decenni abbiamo una economia ingessata, "di relazione": cioè
> se un imprenditore non accetta un padrino politico o partitico e non
> si rende disponibile a fare da collettore di consenso ai suoi politici
> o partiti di riferimento, questo imprenditore sarà destinato a
> languire perchè il lavoro importante è distribuito fra gli amici e gli
> amici degli amici del sistema politico (non solo quello di governo ma
> anche quello di opposizione, quello del sottobanco...)

Attenzione: e' scivolato nella logica perversa che "il lavoro lo distribuisce
lo Stato", ovvero il concetto di una economia "limitata" che quindi si puo'
solo "distribuire". La mia cultura economia e' invece quella che ogni
imprenditore genera ricchezza e quindi non dipende da alcun per "riceverla",
ovvero non si puo' farlo languire, senza ricorrere a metodi illegali (dal
furto, all'attentato, alle sanzioni arbitrarie, al carcere, etc.).
Esempio, un "Dolce & Gabanna" come dovrebbe dipendere da un padrino politica ?
Semmai saranno i titolari del "Dolce & Gabanna" a fare da "padrini" per
qualche politico ...

> Questo è il punto!
>
> [cut]
>>
>>NB: "fare la costa giusta per tutti" non e' un atto di generosita', ma di
>>intelligenza, perche' gia' nel me***** termine ripaga, in termini di evitare
>>futuri ulteriori guai e peggiorare i guai esistenti.
>
> Sono perfettamente daccordo, ma il pesce puzza sempre dalla testa,

Guardi che fare "la cosa giusta" diventa difficile (altrimenti e' pacifico
farlo) proprio quando si ha da andare CONTRO ... la testa.

> dai
> politicanti che governano cercando di fare cose che nell'immediato
> delle successive elezioni possano portare loro un contingente
> consenso e cercano voti distribuinedo i loro favori ai loro collettori
> di voti, agli amici, agli amici degli amici, anche strizzando
> l'occhietto agli evasori ed elusori con i soliti condoni ed agli
> elettori riservano qualche mancetta qua e là, al modo di Renzi , ma
> non solo di Renzi...

Guardi: faccio un esempio pratico. Prendiamo una assemblea agitata, dove
si assiste al dileggio di chi sta semplicemente espondendo una posizione
diversa da una maggioranza schiacciante.
La cosa "conveniente da fare" e' "prendere le parti dei prepotenti"
(virtualmente pescare anche personalmente un ortaggio da lanciare al
"bastian contrario") o come minimo "stare zitti" (concedendo cosi' alla
maggioranza becera l'appoggio del "silenzio = assenso", specialmente
se poi alcuni dei "capintesta" utilizzano il plurale majestatis per ogni
critica mossa verso il "bastian contrario").
La cosa "giusta da fare" e' chiedere la parola per osservare che il
comportamento a cui si sta assistendo e' incivile e che al limite si
puo' stabilire un tempo massimo di intervento, ad esempio 5 minuti
d'orologio, e, finche' chi parla non lancia insulti o peggio, lasciargli
finire in completo silenzio l'intervento.
Oltretutto, quando l'assemblea e' composta principalmente di persone
decenti, l'effetto di anche uno solo che interviene in questo modo e'
spesso drammatico: cade il silenzio, sembra quasi che i piu' aspettavano
solo che "parlasse la loro coscienza" (un po' come quando di colpo si
ferma un linciaggio, per una persona che ha semplicemente richiamato al
buonsenso).
Ma qualche volta non va cosi', e magari il giorno dopo, l'intervenuto
si trova la macchina rigata. Ecco perche', in certi "climi morali",
"fare la cosa giusta" puo' essere problematico, ed i piu' ripiegano
sul "fare la cosa piu' conveniente". Il guaio, come da suo riepilogo,
e' che il guadagno nel breve termine di evitare fastidi, si paga a
me***** e lungo termine, con gli interessi, con guai peggiori.
Esempio: la macchina rigata sarebbe costata 100-200 euro dal carrozziere
(finche non c'e' danno al metallo, non e' poi cosi' costoso), ma il
seguito nel tempo degli abusi puo' portare a spendere a testa (quindi
anche a chi voleva risparmiare, che dire, $200) nel giro di anni,
qualche migliaio di euro di spese legali e pizzi ai vari professionisti
che possono imperversare a piacere, senza ostacoli ... (salvo
ovviamente le loro "teste di ponte").
ilmondo2001@x-xyahoo.it 21 Ott 2016 14:37
On Thu, 20 Oct 2016 15:47:24 -0500, Roberto Deboni DMIsr
<news@*****isienergie.it> wrote:

[cut]
>
>Attenzione: e' scivolato nella logica perversa che "il lavoro lo distribuisce
>lo Stato",

Ho usato l'espressione "lavoro importante" apposta, proprio per non
fare di tutte le erbe un fascio...
Cioè fin che la tua azienda od il tuo stu***** professionale resta nel
recinto del "parco buoi" che tira la carretta per campare ed il tuo
business non è cresciuto ancora sufficientemente per ambire alle
commesse od ai clienti importanti, allora il lavoro segue i soliti
c*****i delle piccole raccomandazioni e bustarelle fra privati, ma
quando il tuo business inizia a crescere se non entri nei cosiddetti
"giochi" di relazione con la politica (padrini politici ed enti)

>
> ovvero il concetto di una economia "limitata" che quindi si puo'
>solo "distribuire".

Per cersi versi l'economia italiana è effettivamente limitata, nel
senso però che gli investimenti che restano in italia sono limitati
dal momento in cui i capitali che servirebbero ad effettuare gli
investimenti preferiscono riversarsi su altre parti del pianeta e
quindi cresce l'aspettativa di investimenti pubblici per effettuare i
quali occorroro però risorse che provengono dala fiscalità generale e
quindi dalle tasse che i contribuenti italiani devono pagare per
supportare la modesta "distribuzione" governativa (e qui entrano in
ballo i cechi magici, gli amici, gli amici degli amici, gli
imprenditori mungitori delle risorse pubbliche...)

>
> La mia cultura economia e' invece quella che ogni
>imprenditore genera ricchezza e quindi non dipende da alcun per "riceverla",

Questo collima perfettamente anche con i miei desiderata, lungi dal
riscontrarli però nella realtà.

>ovvero non si puo' farlo languire, senza ricorrere a metodi illegali (dal
>furto, all'attentato, alle sanzioni arbitrarie, al carcere, etc.).

Basta molto meno che il ricorso a metodi illegali...
E' sufficiente ad esempio la burocrazia a far languire le imprese,
burocrazia per la quale esistono scorciatoie, ma solo per gli amici,
gli amici degli amici, ecc...

>Esempio, un "Dolce & Gabanna" come dovrebbe dipendere da un padrino politica ?
>Semmai saranno i titolari del "Dolce & Gabanna" a fare da "padrini" per
>qualche politico ...

Ehmm... al massimo aziende multinazionali come la "Dolce & Gabbana"
possono arrivare ad esercitare un'azione lobbistica su governi e
partiti e poichè in Italia l'attività del lobbismo non è regolamentata
come invece lo è in numerosi altri paesi meglio organizzati, il tutto
si risolve con finanziamenti legali o spesso anche occulti ai
personaggi politici o partiti che possano trovare scorciatoie legali o
sottobanco alla burocrazia o perfino a sollecitare ed ottenere
provvedimenti legislativi di cui essere i primi beneficiari.
Ma l'esempio della "Dolce & Gabbana" non è molto felice in quanto
rapporto con il ceto politico, in quanto i suoi titolari sono stati
protagonisti di una pluriennale partita a braccio di ferro fra con il
fisco italiano che era riuscito a farli condannare a circa a700
milioni di euro di multa per evasione fiscale e ad un anno e otto mesi
di carcere, per cui più che con la politica hanno dovuto vedersela con
la magistratura...
Partita che ha comunque visto soccombere il fisco in cassazione che ha
proscolto i titolari verso la fine del 2014 addirittura "per non aver
commesso il fatto" e questo la dice lunga non solo sulle sciagurate
politiche ma pure sugli sciagurate metodi con cui tali politiche sono
applicate da certi organi dello stato ...

Ma se prendiamo invece ad esempio la FIAT oggi FCA, possiamo vedere
come il ciclo di vita della FIAT sia stato segnato fin dale origini
dalla strettissima "vita di relazione" fra la proprietà dell'azienda e
la politica italiana, a partire dal fondatore dell'azienda il senatore
Giovanni Francesco Luigi Edoardo Aniceto Lorenzo Agnelli per passare
ai senatori Umberto, Susanna Agnelli e Gianni Agnelli (senatore a
vita...).
Famosi per i detti "Ciò che è bene per Fiat è bene per l'italia" e "A
Torino non muove foglia che Fiat non voglia", furono tristemente
famosi per aver gestito un secolare sistema di privatizzazione degli
utili e socializzazione delle perdite della loro azienda...
Roberto Deboni DMIsr 21 Ott 2016 18:27
On 2016-10-21, ilmondo2001@x-xyahoo.it <ilmondo2001@x-xyahoo.it> wrote:
> On Thu, 20 Oct 2016 15:47:24 -0500, Roberto Deboni DMIsr
><news@*****isienergie.it> wrote:
>
> [cut]
>>
>>Attenzione: e' scivolato nella logica perversa che "il lavoro lo distribuisce
>>lo Stato",
>
> Ho usato l'espressione "lavoro importante" apposta, proprio per non
> fare di tutte le erbe un fascio...
> Cioè fin che la tua azienda od il tuo stu***** professionale resta nel
> recinto del "parco buoi" che tira la carretta per campare ed il tuo
> business non è cresciuto ancora sufficientemente per ambire alle
> commesse od ai clienti importanti,

Ma chi se ne frega dei clienti importanti! Basta rivolgersi alle
masse! Oggi poi, grazie ad internet, si scavalcano anche le banche
(e qui avrei anch'io qualche remora), figurarsi la vendita' di
beni e servizi piu' ordinari.

> allora il lavoro segue i soliti
> c*****i delle piccole raccomandazioni e bustarelle fra privati, ma
> quando il tuo business inizia a crescere se non entri nei cosiddetti
> "giochi" di relazione con la politica (padrini politici ed enti)

La questione non e' tanto di dovere "chiedere", ma che vengono loro
a "chiedere", altrimenti succedono cose spiacevoli. E' cio' l'inverso.

>> ovvero il concetto di una economia "limitata" che quindi si puo'
>>solo "distribuire".
>
> Per cersi versi l'economia italiana è effettivamente limitata, nel
> senso però che gli investimenti che restano in italia sono limitati
> dal momento in cui i capitali che servirebbero ad effettuare gli
> investimenti

E daie'! Ovvio che se uno ha investimenti facili, diventa "facile", ma
non e' l'unica strada. Anzi, chi e' arrivato al successo per la strada
"dura", e' molto piu' resiliente di chi ha trovato la via spianata.
Salvo ovviamente quando si va sull'illegale, perche' allora non c'e'
forza d'animo e volonta' di lavorare che tenga.

> preferiscono riversarsi su altre parti del pianeta e
> quindi cresce l'aspettativa di investimenti pubblici per effettuare i
> quali occorroro però risorse che provengono dala fiscalità generale e
> quindi dalle tasse che i contribuenti italiani devono pagare per
> supportare la modesta "distribuzione" governativa (e qui entrano in
> ballo i cechi magici, gli amici, gli amici degli amici, gli
> imprenditori mungitori delle risorse pubbliche...)

Niente da fare: la sua scorza mentale e' impenetrabile.
Nonostante i continui miei inviti a pensare fuori dagli schemi "pubblici",
lei ricade nella logica del "dipendenza dal sistema".

>> La mia cultura economia e' invece quella che ogni
>>imprenditore genera ricchezza e quindi non dipende da alcun per "riceverla",
>
> Questo collima perfettamente anche con i miei desiderata, lungi dal
> riscontrarli però nella realtà.

Ma se genera veramente ricchezza, cosa gliene puo' fregare della ricchezza
(magari poca) in mano a politici, "cechi magici", "amici degli amici", etc. ?
Lei predica bene, ma ... poi ricade nel suo schema mentale.

>>ovvero non si puo' farlo languire, senza ricorrere a metodi illegali (dal
>>furto, all'attentato, alle sanzioni arbitrarie, al carcere, etc.).
>
> Basta molto meno che il ricorso a metodi illegali...
> E' sufficiente ad esempio la burocrazia a far languire le imprese,

Ed e' illegale. Il fatto che lei abbia preso come lecito l'ostruzionismo
burocratico, dimostra che la sua scorza mentale e' vincolata dal suo
pensiero locale.

> burocrazia per la quale esistono scorciatoie, ma solo per gli amici,
> gli amici degli amici, ecc...

Ripeto e' illegale. Se non ci crede, consideri che anche se il 99% delle
volte la fanno franca, ogni tanto qualcuno viene passato alla spiede per
far "salvare la faccia alle istituzioni". Non faccia l'errore che fanno
i piu' ingenui che: visto che normalmente la si fa franca, allora non e'
piu' illegale.

>>Esempio, un "Dolce & Gabanna" come dovrebbe dipendere da un padrino politica ?
>>Semmai saranno i titolari del "Dolce & Gabanna" a fare da "padrini" per
>>qualche politico ...
>
> Ehmm... al massimo aziende multinazionali come la "Dolce & Gabbana"

Lei confonde il risultato con la causa. "D&G" non e' nata "multinazionale".
Anzi, a tutti gli effetti, anche ora, definire "D&G" una "multinazionale"
e' improprio. Magari mi da un riferimento su cosa intende lei per
"multinazionale" ? (in ogni caso questo sarebbe una divagazione)

> possono arrivare ad esercitare un'azione lobbistica su governi e

... qui non riesco piu' a seguirla perche' quello che scrive per me e'
"arabo".

...snip...

> proscolto i titolari verso la fine del 2014 addirittura "per non aver
> commesso il fatto" e questo la dice lunga non solo sulle sciagurate
> politiche ma pure sugli sciagurate metodi con cui tali politiche sono
> applicate da certi organi dello stato ...

Che e' appunto quello che sto affermando, il problema e' l'illegalita'
diffusa dei dipendenti e funzionari dello Stato. Il fatto che dopo ogni
condanna del loro operato, non subiscano anche conseguenze personali
non vuole dire che non abbiano fatto nulal di male, ma solo che lo
Stato in Italia e' una burla del diritto.

Personalmente ritengo che il patto sociale che lega i cittadini alla
struttura dello Stato e' gia' stato rotto da un decennio.
Altrove ci sarebbero gia' state sollevazioni. Ma dove il tessuto
sociale e' permeato di familisti amorali, i piu' cercano di girarci
intorno al problema, non importa se poi finiscono lo stesso nella rete
e subiscono le vessazioni, ma essendo la loro logica di base basata
su un approccio "stupido" (secondo la definizione dell'economista
Carlo Cipolla) insistono, convinti che la loro "furbizia" prima o
poi riuscira' a "farla franca" e godendo ogni volta che un loro
vicino finisce invece stritolato nel sistema citato.

> Ma se prendiamo invece ad esempio la FIAT oggi FCA, possiamo vedere

Anzi faceva parte del sistema Italia (ha finanziato anche Mussolini, ed
era un suo fervido sostenitore), quindi taglio qui la sua tesi relativa.

...snip...

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