Energia e dintorni
 

Come cambiano le tariffe elettriche domestiche parte 1

Roberto Deboni DMIsr 12 Gen 2016 03:03
Come riferimento utilizzero' il consumo di 2700 kWh/anno (la seconda
riga nelle schede di confrontabilita').

Inoltre, ci riferiamo, per semplicita', alla tariffa monoraria.

Partiamo con la quota fissa per cliente (per contratto). Esso e' il
risultato combinato di due voci:

PCV + DISPbt

PCV = Copre i costi fissi di gestione commerciale dei clienti: nei
contratti di libero mercato la trovate sotto il nome di
"Commercializzazione vendita"

Cioe' si tratta della posizione contabile, acquisizione dati dai
distributori, calcoli e fatturazione, etc.

Era di €30/anno fino al 31-12-2015

DISPbt = Si applica sia ai clienti che hanno diritto al servizio di maggior
tutela, sia ai clienti domestici e alle PMI passati al mercato
libero. E’ composta da una parte fissa accreditata al cliente
indipendentemente dai suoi consumi (che compare con segno -)
e da una parte variabile che viene addebitata al cliente in
proporzione al consumo annuo (solo per i clienti residenti con
potenza fino a 3 kW). Nei contratti di libero mercato la trovate
sotto il nome di "Componente di dispacciamento" (parte fissa e
parte variabile).

La parte "fissa" era di -€10,4282 fino al 31-12-2015. In altre parole,
sulla bolletta, vi trovavate €2,50/mese per "commercializzazione vendita"
e -€0,87/mese (quindi uno "sconto") per "componente di dispacciamento".
Il saldo era quindi di €1,63/mese
Questo era la quota fissa che pagavate a prescindere dai consumi e
dalla potenza contrattuale.

Come cambia ?

Dal 01-01-2016

PCV = €54,8738/anno (pag.25 vedi sotto)
Notare che per gli usi diversi sale a €115,8724/anno (era €74,50)

DISPbt = -€26,6502 (pag.27, tabella b, vedi sotto)
Notare che spetta solo per i residenti e 3 kW contrattuali
Notare che per gli altri sale a -€14,0107/anno (era -€5,5783)

Per quanto riguarda la quota variabile del dispacciamento (residenti,
3 kW), pagina 28:

0-1800 kW*h/anno --> +0,164 eurocent
1801-2640 kW*h/anno --> +0,976 eurocent
oltre 2640 kW*h/anno --> +2,134 eurocent

Notiamo l'eliminazione di uno scaglione, passando da 4 a 3 scaglioni (e'
stato eliminato lo scaglione 2641-3540 kW*h/anno, ora si passa subito
all'ultimo scaglione da 2640 kW*h/anno. Notare altresi', oggi, il secondo
scaglione pesa 6 volte il primo, mentre nel 2015 pesava quasi 8 volte
(quindi si e' attenuato moderatamente il divario). E che il terzo
scaglione pesa 13 volte il primo, mentre nel 2015 pesava oltre 15 volte.
O in altro modo, il peso del DISPbt variabile e' aumentato per

- il primo scaglione di 3,42 volte
- il secondo scaglione di 2,58 volte
- il terzo scaglione di 2,91 volte
- il quarto scaglione di 1,92 volte

ritengo che l'aumento di quasi 3 volte del terzo scaglione e' dovuto
all'accorpamento con il quarto scaglione (che vede un incremento
molto minore). Sottolineo che per il primo scaglione, il risultato
finale dell'aumento risulta in meno di 2/10 di centesimi al kW*h,
quindi non strappatevi le vesti. Viceversa, il terzo scaglione,
si vede passare da 0,7 eurocenti a 2,1 eurocent, e questi si
fanno sentire. Ed anche l'abolito quarto scaglione non ride, che
prima pagava 1,1 eurocenti ed ora si trova 2,1 eurocent. Non mi
e' chiaro il significato della manovra in queste termini, a meno
che non si tratti della preparazione ad un PCV in due parti, una
fissa ed una variabile.

Tornando alla quota fissa, il saldo finale tra PCV e DISPbt
(cliente residente con 3 kW contrattuali) e':

Quota mensile = €28,2236/anno --> €2,35/mese (era €1,63)

Ovvero sulle bollette 2016 leggerete:

commercializzazione vendita = €4,57/mese
componente di dispacciamento = -€2,22/mese

o in altro modo, ivato, vi trovate €9,53 in piu' per tutto il 2016.


Fonte (a pagina 19 inizia il deliberato)

http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/15/659-15.pdf

Interessante la posizione di una parte delle PMI che propone una ripartizione
del PCV in due componenti: una fissa, ed una sul consumo. Questo andrebbe
ad agevolare i piccoli consumatori, che oggi si trovano una mattonata di oltre
€100 anche se consumano zero. Sarebbe interessante conoscere i nomi dei 5
operatori contrari. Questa agevolazione, non presa in considerazione per ora,
avrebbe potuto ridurre l'impatto del cambiamento tariffario. Ma che volete,
le idee buone vengono solo dal privato. Ma c'e' una promessa per il futuro:

"eventuali modifiche della sua [del PCV] articolazione dovranno essere valutate
con maggiore dettaglio nell’ambito del processo di riforma del servizio di
tutela attualmente in corso, tenendo già conto delle prime indicazioni emerse
nel presente procedimento;"


PS: leggiamo che ...

"gli oneri che deriveranno dalle attività inerenti alle disposizioni in tema di

canone di abbonamento RAI per l’esposizione dello stesso attraverso la
bolletta
di energia elettrica, e che sarebbero riconducibili ad attività di back office
e di in terfaccia con il cliente finale, a complicazioni gestionali (gestione
dei RID, delle autocertificazioni e dei successivi storni delle duplicazioni,
delle contestazioni), alla necessità di dedicare risorse alla gestione del
credito; sul tema peraltro sono stati evidenziati anche i potenziali impatti
in termini di incremento della morosità dei clienti finali;"

ed alla fine considerato che:

"i costi che deriveranno dalle attività inerenti alle disposizioni in tema di
canone di abbonamento RAI per l’esposizione dello stesso attraverso la
bolletta elettrica evidenziati dagli operatori non sono relativi alla
fornitura elettrica;" [quindi vanno "aggiunti" ...]

Bene, bravi, cosi' la morosita' ed i costi che fino ad oggi erano caricati
altrove (URAR ?), sono buttati sul mercato elettrico.
Il tartassato mercato elettrico (dal fotovoltaico e rinnovabili) si trova pure
un altra zavorra. Insomma, se qualcuno ponderava l'autarchia energetica ...

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