Energia e dintorni
 

Soci fondatori Microsoft puntano sul nucleare

Roberto Deboni DMIsr 17 Giu 2015 05:12
I due soci fondatori della Microsoft scommettono sul nucleare (di ieri):

http://news.yahoo.com/dozens-u-companies-bet-nuclear-power-revolution-report-144649947--sector.html

I due soci fondatori della Microsoft, Bill Gates e Paul Allen, scommettono
sul nucleare ed insieme ad varie aziende stanno scommettendo insieme $1,3
miliardi di investimenti per una nuova onda nucleare che possa contrastare
il cambiamento climatico.

L'idea e' di andare oltre l'uranio e l'acqua (combustibile e fluido di
raffreddamento e trasporto del calore).

La sviluppo e' previsto entro 10-15 anni per ridurre le emissioni di CO2
degli Stati Uniti. E pensare che qui c'e' ancora qualcuno che dubita che
il problema della crescita dei livelli di CO2 nella atmosfera sia di
origine umana.

Negli Stati Uniti ci puntano oltre un miliardo che ormai sia gia' preso
atto che e' cosi'.

Tra le aziende coinvolte abbiamo Lockheed Martin e Holtec International
che sta investendo in area economicamente depressa, Camden nel New Jersey.

Potrebbe anche essere uno spunto per l'industria italiana. Ma tanto chi se
ne frega, vero sig.Renzi ?

Abbiamo TerraPower che al posto dell'acqua vuole usare metalli fusi. Il
combustibile e' l'uranio esuarito, ovvero le cosidette scorie nucleari.
tanto paventate dagli i*****ti fascistoidi dell'asse italo-tedesco.
Il progetto prevede che una ricarica dovrebbe durate 40-60 anni, con una
drammatica semplificazione della gestione dell'impianto. Si tratta di uno
dei tipi di reattori che secondo l'idea sarebbe sepolto in profondita',
per essere recuperato non prima di 40 anni, possibilmente 60 anni, per
operazioni di manutenzione e ricarica (vita totale circa 100 anni) oppure
la dismissione dell'impianto (dopo la prima ricarica).

Nel frattempo sarebbe fonte relativamente sicura di energia, protetta da
inondazioni ed atti terroristici.

Abbiamo TriAlpha, che invece punta a reattori a fusione, basato su
ricerche del CBFR (Colliding Beam Fusion Reactor), studiata anche in
Italia:
http://iopscience.iop.org/0029-5515/25/9/050

[Ma tanto il grosso dei polli nazionali butta il 5 per mille nel sociale,
tanto non servono risorse economiche per far sociale, vero ?]

Si studia questa nuova tecnologia nucleare perche' possa competere sul
fronte dei costi anche contro il fossile sovvenzionato (troppo facile
competere con le energie rinnovabili "dolci").

Si punta a tempi di costruzione da 5 anni in giu', anche un solo anno.
Ovviamente si tratta di unita' molto piu' piccole, anche a dimensione per
soddisfare la domanda di un solo quartiere cittadino.

Suppongo che la piccola dimensione dovrebbe anche agevolare una produzione
in serie, magari di massa dell'ordine dei veicoli industriali ?

Notare che l'industria nucleare convenzionale non e' in alcun modo
interessata, ne finanzia questa nuova ondata a favore del nucleare.
Probabilmente sono sentiti come pericolosi competitori (se pensiamo
all'estermo opposto al dinosauro EPR della Areva si puo' anche
comprendere). Pero' l'associazione di sostegno della energia nucleare,
ovvero "The Nuclear Energy Institute" ed una delle aziende che produce
componenti ausiliare per l'industria nucleare convenzionale, ovvero
Babcock & Wilcox, sono interessati e pensano che la tecnologia sara'
pronta entro una decade.

PS: Bill e Paul non c'entrano con la Silicon Valley.

Note:
L'idroelettrico negli USA e' in crisi a causa della grave siccita'. La
conversione del trasporto veicolare da combustione ad elettrico crea una
domanda che compensa e supera le riduzioni dei consumi elettrici ottenute
con l'incremento della efficienza energetica.

Inoltre il governo federale USA sta preparando la nuova legislazione per
prepararsi all'arrivo dei piccoli reattori modulari:

http://thehill.com/policy/energy-environment/244956-feds-eye-small-nuclear-reactors-for-key-role-in-us-energy-policy

"The reactors are less than 300 megawatts in capacity and usually
manufactured away from the place they’re operated."

La modularita' significa anche che gli impianti saranno costruiti in
apposite fabbriche e "portate" poi sul sito in cui saranno messe in
funzione (oggi la centrale si costruisce quasi tutta intorno al reattore,
sul sito).

Interessante leggere come gli antinuclearisti (tale Edwin Lyman del
puzzoso "Union of Concerned Scientists" si stanno agitando per sostenere
la tesi che il nucleare puo' essere competitivo solo con reattori della
dimensione dei dinosauri, ovviamente per poi ricamarci intorno su quanto
sono pericolosi.

Buon segno, questa agitazione significa che sanno che non i piccoli
reattori non potranno continuare facilmente a fare gli interessi dei loro
finanziatori nell'ostacolare lo sviluppo dell'energia nucleare.
Altrimenti, se fossero cosi' convinti del fallimento, perche' agitarsi?
Tanto saranno soldi di quale finanziatore di *****a che sta rischiando i
suoi capitali su una idea.

Nel frattempo, dal Giappone c'e' solo silenzio: stanno acquistando in
silenzio le ultime partite di uranio a basso costo. Infatti e' da
immaginare che una volta che si avvia il primo reattore giapponese, le
quotazioni dell'uranio schizzerano in alto, come tanto drasticamente sono
crollate, dopo il 2011 a Fukushima Dai-ichi.

Per ora il NRA sta rifaccendo parte delle ispezioni finale a Sendai, che
dovrebbero concludersi con l'entrata in criticita' dei reattori. La scusa
? Hanno trovato degli errori di scrittura. Ma siamo scemi ?

Nel piano, steso a Giugno, del Ministero dell'Economia, Commercio ed
Industria (METI), si e' programmato un apporto del 20% da energia nucleare
entro il 2030. Quindi anche nel Giappone si ripete la perniciosa pratica
di sacrificare l'energia nucleare per fare spazio alle rinnovabili. Invece
di tagliare i consumi di energia fossile. Criminale!

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