Energia e dintorni
 

Documento 3310 del 27 Febbraio 2012 Regione Piemonte

Roberto Deboni DMIsr 7 Mag 2015 18:46
Questo chiarimento, a mio parere, sembra fatto in risposta ad una
dettagliata questione posta dai destinatari citati (ANCI, ANPCI, ANACI,
ANTA, FIOPA) ovvero con la tipica modalita' di ricopiare le parti della
domanda che si condivide per farle proprie come "interpretazione
autentica". Nulla di male, se non fosse per gli errori (tendenziosi?) che
sono stati cosi espressi dai firmatari (a nome della Regione Piemonte ?).

Ecco il documento, che trovate citato ampiamente dalle categorie degli
amministratori e dei tecnici caldaisti e termici:

http://www.regione.piemonte.it/energia/dwd/Parere27feb2013.pdf

Oggetto: Chiarimenti in merito alla disciplina in materia di distacco
dall'impianto centralizzato di riscaldamento, a firma sig.ri S.De Giorgio e
R.Moriondo.

Leggiamo a pagina 2, dalla quarta riga:

... qualora dalla sua rinuncia non derivino notevoli squilibri di
funzionamento *né* aggravi di spesa per gli altri condomini ...

Leggiamo l'articolo 1118 del Codice Civile, al comma 4:

... se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento
*o* aggravi di spesa per gli altri condomini ...

Quanti ritengono che il significato delle due frasi e' identico ?

Questa "variazione della lettera" viene ulteriormente elaborata verso il
fondo della pagina 2:
------------------------------------------------------------------------
Tra le novità, spicca la modifica dell'articolo 1118 del codice civile che,
così come innovato, prevede espressamente la possibilità per il condomino
di rinunciare all'utilizzo dell'impianto di riscaldamento e di
condizionamento, purché dalla sua rinuncia:

- non derivino notevoli squilibri di funzionamento;
- né aggravi di spesa per gli altri condomini.

Resta comunque fermo l'obbligo del rinunziante di concorrere alle spese per
la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e
messa a norma.
-------------------------------------------------------------------------

Vediamo la parte corrispondente del testo del Codice Civile:

"... notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa ..."

Scusate, ma non vi sembra che l'aggettivo "notevoli" si applica ad ambedue
i sostantivi, ovvero sia a "squilibri" che a "aggravi" ?
Oppure ritenete che in italiano si sarebbe dovuto scrivere:

"... notevoli squilibri di funzionamento o notevoli aggravi di spesa ..."

Secondo il mio parere, se il legislatore voleva imputare l'aggettivo
solo al primo sostantivo, avrebbe dovuto formulare la frase semplicemente
in questo modo:

"... aggravi di spesa o notevoli squilibri di funzionamento ..."

Come potete vedere, senza colpo ferire, con estrema semplicita' si poteva
imputare l'aggettivo "notevoli" solo allo "squilibrio".
Cosi' non e' stato fatto, mi pare deliberatamente, perche' si voleva
imputare l'aggettivo "notevoli" ad ambedue i sostantivi, sia "squilibrio"
che "aggravio".

Quindi, le due condizioni, se ci basiamo sul Codice Civile (a parte per
un ulteriore errore che affrontiamo nel seguito) andrebbero scritte:

- non derivino notevoli squilibri di funzionamento;
- né *notevoli* aggravi di spesa per gli altri condomini.

il che gia' cambia il senso, perche' altrimenti si afferma che basterebbe
anche un aggravio di spesa di un centesimo per privare il condomino del
diritto disposto dal Codice Civile.

Inoltre la formulazione scrive che il condomino ha la possibilita' di
rinunciare "purché dalla sua rinuncia" la cui parafrasi e':
"alla condizione che la sua rinuncia" non porti alle due situazioni
elencate.

Ad una lettura superficiale (ovvero incompleta) sembra che il testo
parafrasato rispecchi la legge:

"Il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di
riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano
notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri
condomini."

Cioe' il "puo'" seguito da "se" pare affermare che si puo' solo se non
derivano notevoli squilibri ... ovvero sembra che sia una condizione
escludente.
E gli autori del documento pongono una pietra tombale su questa
interpretazione, con il paragrafo a chiusura, sostituendo, al testo
originale, la seguente combinazione verbo ed aggettivo:

"Resta comunque" fermo l'obbligo del rinunziante di concorree alla spese ...

Rivediamo invece la legge:

"In tal caso" il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento ...

Il significato mi sembra "stravolto".
Se alla frase:

"Il condomino può rinunciare ... se dal suo distacco non derivano ..."

Facciamo seguire:

"In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento ..."

il sigificato della frase precedente, da condizione imprescindibile,
diventa una opzione alternativa.
C'e' un avverbio a cui corrispondono le parole "in tal caso" ed e'
"allora" e che forse puo' aiutare chi ancora fosse dubbiosi:

"*Allora* il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento ..."

In piu' nel testo della legge leggiamo:

"... delle *sole* spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e
per la sua conservazione e messa a norma."

Invece gli autori del documento vanno a scrivere:

"... alle spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la
sua conservazione e messa a norma."

cioe' e' scomparso, con ulteriore distrazione, l'avverbio (aggettivo ?)
*sole*

Fino a questo punto, come vi sembra ? A questo punto, vanno a chiosare,
all'inizio di pagina 3:

"Dunque il legislatore statale pare sostanzialmente accogliere
l'orientamento della Corte di Cassazione formulato nei riferiti
pronunciamenti, riproducendolo nel dettato normativo."

Sarebbe il legislatore "parlamentare", ma e' una sottigliezza semantica,
e se ripristiniamo: "In tal caso", "notevoli aggravi", "sole" la
formulazione del Parlamento si vede chiaramente che si discosta
notevolmente dal priore orientamento della Corte di Cassazione come
riferito dalle fonti citate.

Sorvolo sulla disanima giuridica di pagina 3 che fa confusione tra
decreti, decreti ministeriali, legislazione statale ed invece le norme
gerarchicamente superiori, prima la Costituzione e poi il Codice Civile
e poi il resto. Quindi se viene cambiato il Codice Civile, tutto le
norme attinenti le parti cambiate devono tenerne conto (salvo ove il
Codice Civile ammette esplicitamente deroga, ad esempio con le parole:
"fatto salvi gli usi locali"
Ove non ci sia questa deroga, il Codice Civile va considerato "cogente"
(cioe' obbligatorio, coattivo).

Sorvolo anche sulla parte della interpretazione tecnica della norma, ma
salto alla conclusione che consegue a tale interpretazione, a pagina 5,
ove leggiamo:
----------------------------------------------------------------------
Infine, si rammenta che l'installazione di un impianto termico individuale
a seguito di distacco dall'impianto centralizzato, determina a carico del
singolo condomino (proprietario del nuovo impianto individuale)
l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 5.000 a euro 15.000
irrogabile finché permane l'impianto individuale (v.art.20, co.14 della
l.r. 13/2007).
-----------------------------------------------------------------------

Viste le premesse, meglio che andiamo a leggerci personalmente la Legge
Regionale [Piemonte] n.13 del 2007 all'art.20 comma 14:

http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&TIPOVISUAL=XML&TIPODOC=PDL&FASEITER=COMMISSIONE&LEGGE=13&LEGGEANNO=2007

Art. 20 (Sanzioni)

Comma 14. Il proprietario, o chi ne ha titolo, che non installa impianti
solari termici integrati nella struttura edilizia o impianti a fonte
rinnovabile, ai sensi dell'articolo 18, è punito con la sanzione
amministrativa da euro 5.000,00 a euro 15.000,00. Il proprietario, o chi
ne ha titolo che non ottempera alle disposizioni di cui all'articolo 19,
è punito con la medesima sanzione amministrativa.

Torniamo al precedente:

Art. 19 (Predisposizione a servizi energetici centralizzati)

Comma 1. Gli edifici nuovi e quelli soggetti agli interventi di cui
all'articolo 2, comma 2, lettere d) ed e), composti da più di quattro
unità abitative, sono dotati di impianto centralizzato di produzione di
acqua calda sanitaria e di riscaldamento, nonché di sistemi automatizzati
di termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore.

Comma 2. Per gli edifici di cui al comma 1, la Giunta regionale con la
deliberazione di cui all'articolo 21, comma 1, lettera q), stabilisce
modalità e casi in cui è possibile installare impianti termici individuali.

...omissis...

Allora, il Comma 1 non c'entra perche' riguarda la "centralizzazione",
quindi la questione si sposta sul Comma 2, ovvero sulle modalita'
che la Regione Piemonte stabilisce per installare impianti termici
individuali.

Ma la lettura del documento che stiamo "spulciando" appare assoluta:

"... l'installazione di un impianto termico individuale a seguito di
distacco dall'impianto centralizzato, determina a carico del singolo
condomino (proprietario del nuovo impianto individuale) l'applicazione
della sanzione amministrativa ..."

Cioe', restando nell'ambito della legislazione regionale, pare di
leggere un divieto assoluto e staccarsi dall'impianto centralizzato,
anzi, gli autori rincarano con un sibillino e minaccioso:
"... irrogabile finché permane l'impianto individuale ..."

In realta' il Comma 2 semplicemente ci rimanda ai criteri stabiliti
dalla regione Piemonte e quindi non si tratta affatto di un divieto
assoluto neanche restando nell'ambito della sola legislazione della
regione Piemonte.


Chiudiamo con un paragrafo in cui gli autori sono usciti dal seminato,
non essendo certamente dei giudici, sempre a pagina 5:
------------------------------------------------------------------
In secondo luogo, ad avviso di chi scrive, le novità apportate dalla
l. 220/2012, in materia di distacco dall'impianto termico centralizzato,
non sono suscettibili di apportare alcuna modifica, deroga o sostituzione
al descritto quadro normativo predisposto dal legislatore regionale
nell'esercizio dei pertinenti poteri di disciplina e nella sfera di
materia di propria spetanza.
------------------------------------------------------------------

Vediamo cosa ne pensano i giudici, ovviamente della provincia di Torino,
cosi' ci togliamo ogni dubbio se stiamo affrontando direttamente
il contenzioso sollevato:

http://www.nicola-specializzazioni-civili.it/Pubblicazioni/il-distacco-dal-riscaldamento-condominiale-e-la-prima-pronunzia-sullargomento/

Tribunale di Torino, ordinanza del 2 Gennaio 2014:

"Il caso concreto portato al vaglio del Tribunale di Torino riguarda uno
stabile che si era opposto alla richiesta di un condomino di staccarsi
dall’impianto centralizzato di riscaldamento."

"Il condominio motivava il suo diniego in relazione al nuovo disposto
dell’articolo 1118 del Codice civile. Questa norma consente il distacco
a condizione che non vi siano aggravi di spesa per gli altri condomini
o notevoli squilibri di funzionamento."

Notare come l'avvocato del condominio abbia invertito i due parametri,
scrivendo:

" aggravi di spesa ... o notevoli squilibri di funzionamento ..."

ovvero "forzando" la lettera del legislatore per farla quadrare con la
sua interpretazione.

"In sede assembleare, la domanda del singolo era stata rifiutata in
quanto, da un lato, il regolamento contrattuale dell’edificio non lo
consentiva, e, dall’altro, la disciplina regionale prevede che non si
può operare il distacco dall’impianto centrale quando l’impianto è al
servizio di più di quattro unità immobiliari abitative."

A prima vista tutto a posto ? Ebbene, che ti fanno i giudici ?

"Il Tribunale di Torino ha accolto la domanda del condomino di operare il
proprio distacco dall’impianto centrale concludendo rispettivamente come
segue:"

- ha affermato, richiamando la Cass. n. 19893/2011, che la clausola del
regolamento contrattuale dell’edificio non può vietare il distacco del
singolo condomino dall’impianto centrale di riscaldamento, non essendovi
alcun interesse meritevole di tutela sotteso a questo divieto;

- ha ritenuto applicabile il solo disposto dell’art. 1118 c.c.:
l’articolo 117 della Costituzione riserva alla Stato la competenza
legiferativa in materia, senza che assumano rilievo le specifiche
discipline regionali.

Mi si permetta: "doppietta ovvero uno-due e ko alla prima ripresa"

Ecco il dettaglio della motivazione della sentenza riferita:

La richiamata decisione della Suprema Corte n. 19893/2011 così afferma:
“il regolamento di condominio, anche se contrattuale, approvato cioè da
tutti i condomini, non può derogare alle disposizioni richiamate
dall’art. 1138, quarto comma, c.c. e non può menomare i diritti che ai
condomini derivano dalla legge, dagli atti di acquisto e dalle convenzioni,
mentre è possibile la deroga all’art. 1102 c.c. non dichiarato
inderogabile. Il che non è ravvisabile, anzi è il contrario, quanto al
distacco delle derivazioni individuali dagli impianti di riscaldamento
centralizzato ed alla loro trasformazione in impianti autonomi, per un
duplice ordine di ragioni: in primo luogo, giacché proprio l’ordinamento
ha mostrato di privilegiare, al preminente fine di interesse generale
rappresentato dal risparmio energetico, dette trasformazioni e, nei nuovi
edifici, l’esclusione degli impianti centralizzati e la realizzazione dei
soli individuali; in secondo luogo, giacché la “ratio” atipica
dell’impedimento al distacco non può meritare la tutela dell’ordinamento
in quanto espressione di prevaricazione egoistica anche da parte di esigua
minoranza e di lesione dei principi costituzionali di solidarietà sociale…
Poiché tra le spese indicate dall’art. 1104 c.c., soltanto quelle per la
conservazione della cosa comune costituiscono “obligationes propter
rem” – e per questo il condomino non può sottrarsi all’obbligo del loro
pagamento, ai sensi dell’art. 1118, comma secondo, c.c., che invece,
significativamente, nulla dispone per le spese relative al ******* delle
cose comuni – è legittima la rinuncia di un condomino all’uso
dell’impianto centralizzato di riscaldamento (purché questo non ne sia
pregiudicato), con il conseguente esonero, in applicazione del principio
contenuto nell’art. 1123, comma secondo, c.c., dall’obbligo di sostenere
le spese per l’uso del servizio centralizzato; è invece obbligato a
sostenere le spese dell’eventuale aggravio derivato alle spese di gestione
di tale servizio, compensato dal maggiore calore di cui beneficia anche il
suo appartamento”

Attenzione, che non sono d'accordo su alcune affermazioni del sito,
per esempio contesto che le regioni possano leggiferare per legge cosa
sia lo stato dell'arte o quale tecnologia sia migliore (vedi nel caso
dello Stato la vicenda del fotovoltaico e della mozione del Polo della
Liberta'). Le regioni possono leggiferare sui criteri che la tecnologia
deve soddisfare, ma e' la tecnologia che ha dare la risposta, di volta
in volta, cambiando anche ogni anno, quale e' quella migliore a
soddisfare gli obbiettivi richiesti.

Insomma, non si puo' vietare il riscaldamento autonomo a prescindere,
quando tecnologicamente ci sono svariate soluzioni ben piu' efficienti
della logica centralista (ed autoritaria) dell'impianto centralizzato.
Anche in astratto, ci sono situazioni in cui "piccolo e' bello" a
prescindere dalla diligenza, se poi mettiamo anche nella pentola la
faccenda dei furti ed abusi delle gestioni centralizzate, antico vizio
nazionale, allora la condanna del centralizzato diventa totale.

E' chiaro che la regione Piemonte e' spinta a cio' per l' "affare" del
teleriscaldamento, ma lo stesso teleriscaldamento puo' essere un
incentivo ad aumentare le emissioni di CO2 piuttosto che il contrario.
Roberto Deboni DMIsr 7 Mag 2015 18:50
On Thu, 07 May 2015 11:46:16 -0500, Roberto Deboni DMIsr wrote:

> Questo chiarimento, a mio parere, sembra fatto in risposta ad una
> dettagliata questione posta dai destinatari citati (ANCI, ANPCI, ANACI,
> ANTA, FIOPA) ovvero con la tipica modalita' di ricopiare le parti della
> domanda che si condivide per farle proprie come "interpretazione
> autentica". Nulla di male, se non fosse per gli errori (tendenziosi?)
> che sono stati cosi espressi dai firmatari (a nome della Regione
> Piemonte ?).
>
> Ecco il documento, che trovate citato ampiamente dalle categorie degli
> amministratori e dei tecnici caldaisti e termici:
>
> http://www.regione.piemonte.it/energia/dwd/Parere27feb2013.pdf
>
> Oggetto: Chiarimenti in merito alla disciplina in materia di distacco
> dall'impianto centralizzato di riscaldamento, a firma sig.ri S.De
> Giorgio e R.Moriondo.gli altri condomini.

...snip...

> ----------------------------------------------------------------------
> Infine, si rammenta che l'installazione di un impianto termico
> individuale a seguito di distacco dall'impianto centralizzato, determina
> a carico del singolo condomino (proprietario del nuovo impianto
> individuale) l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 5.000
> a euro 15.000 irrogabile finché permane l'impianto individuale
> (v.art.20, co.14 della l.r. 13/2007).
> -----------------------------------------------------------------------

...snip...

> Vediamo cosa ne pensano i giudici, ovviamente della provincia di Torino,
> cosi' ci togliamo ogni dubbio se stiamo affrontando direttamente il
> contenzioso sollevato:
>
>
http://www.nicola-specializzazioni-civili.it/Pubblicazioni/il-distacco-dal-riscaldamento-condominiale-e-la-prima-pronunzia-sullargomento/
>
> Tribunale di Torino, ordinanza del 2 Gennaio 2014:
>
> "Il caso concreto portato al vaglio del Tribunale di Torino riguarda uno
> stabile che si era opposto alla richiesta di un condomino di staccarsi
> dall’impianto centralizzato di riscaldamento."
>
> "Il condominio motivava il suo diniego in relazione al nuovo disposto
> dell’articolo 1118 del Codice civile. Questa norma consente il distacco
> a condizione che non vi siano aggravi di spesa per gli altri condomini o
> notevoli squilibri di funzionamento."
>
> Notare come l'avvocato del condominio abbia invertito i due parametri,
> scrivendo:
>
> " aggravi di spesa ... o notevoli squilibri di funzionamento ..."
>
> ovvero "forzando" la lettera del legislatore per farla quadrare con la
> sua interpretazione.
>
> "In sede assembleare, la domanda del singolo era stata rifiutata in
> quanto, da un lato, il regolamento contrattuale dell’edificio non lo
> consentiva, e, dall’altro, la disciplina regionale prevede che non si
> può operare il distacco dall’impianto centrale quando l’impianto è al
> servizio di più di quattro unità immobiliari abitative."
>
> A prima vista tutto a posto ? Ebbene, che ti fanno i giudici ?
>
> "Il Tribunale di Torino ha accolto la domanda del condomino di operare
> il proprio distacco dall’impianto centrale concludendo rispettivamente
> come segue:"
>
> - ha affermato, richiamando la Cass. n. 19893/2011, che la clausola del
> regolamento contrattuale dell’edificio non può vietare il distacco del
> singolo condomino dall’impianto centrale di riscaldamento, non essendovi
> alcun interesse meritevole di tutela sotteso a questo divieto;
>
> - ha ritenuto applicabile il solo disposto dell’art. 1118 c.c.:
> l’articolo 117 della Costituzione riserva alla Stato la competenza
> legiferativa in materia, senza che assumano rilievo le specifiche
> discipline regionali.

Ecco un altra fonte:

http://www.quotidianopiemontese.it/2014/01/23/staccarsi-dal-riscaldamento-centralizzato-secondo-il-tribunale-di-torino-il-condominio-non-puo-opporsi/

"Le cause civili in tema di distacco dall’impianto di riscaldamento
centralizzato devono essere decise dal giudice solamente applicando le
disposizioni del Codice civile stabilite dallo Stato, senza alcuna
influenza delle normative regionali"
w 8 Mag 2015 23:38
Il 07/05/2015 18:50, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> On Thu, 07 May 2015 11:46:16 -0500, Roberto Deboni DMIsr wrote:
>
>> Questo chiarimento, a mio parere, sembra fatto in risposta ad una
>> dettagliata questione posta dai destinatari citati (ANCI, ANPCI, ANACI,
>> ANTA, FIOPA) ovvero con la tipica modalita' di ricopiare le parti della
>> domanda che si condivide per farle proprie come "interpretazione
>> autentica". Nulla di male, se non fosse per gli errori (tendenziosi?)
>> che sono stati cosi espressi dai firmatari (a nome della Regione
>> Piemonte ?).
>>
>> Ecco il documento, che trovate citato ampiamente dalle categorie degli
>> amministratori e dei tecnici caldaisti e termici:
>>
>> http://www.regione.piemonte.it/energia/dwd/Parere27feb2013.pdf
>>
>> Oggetto: Chiarimenti in merito alla disciplina in materia di distacco
>> dall'impianto centralizzato di riscaldamento, a firma sig.ri S.De
>> Giorgio e R.Moriondo.gli altri condomini.
>
> ...snip...
>
>> ----------------------------------------------------------------------
>> Infine, si rammenta che l'installazione di un impianto termico
>> individuale a seguito di distacco dall'impianto centralizzato, determina
>> a carico del singolo condomino (proprietario del nuovo impianto
>> individuale) l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 5.000
>> a euro 15.000 irrogabile finché permane l'impianto individuale
>> (v.art.20, co.14 della l.r. 13/2007).
>> -----------------------------------------------------------------------
>
> ...snip...
>
>> Vediamo cosa ne pensano i giudici, ovviamente della provincia di Torino,
>> cosi' ci togliamo ogni dubbio se stiamo affrontando direttamente il
>> contenzioso sollevato:
>>
>>
http://www.nicola-specializzazioni-civili.it/Pubblicazioni/il-distacco-dal-riscaldamento-condominiale-e-la-prima-pronunzia-sullargomento/
>>
>> Tribunale di Torino, ordinanza del 2 Gennaio 2014:
>>
>> "Il caso concreto portato al vaglio del Tribunale di Torino riguarda uno
>> stabile che si era opposto alla richiesta di un condomino di staccarsi
>> dall’impianto centralizzato di riscaldamento."
>>
>> "Il condominio motivava il suo diniego in relazione al nuovo disposto
>> dell’articolo 1118 del Codice civile. Questa norma consente il distacco
>> a condizione che non vi siano aggravi di spesa per gli altri condomini o
>> notevoli squilibri di funzionamento."
>>
>> Notare come l'avvocato del condominio abbia invertito i due parametri,
>> scrivendo:
>>
>> " aggravi di spesa ... o notevoli squilibri di funzionamento ..."
>>
>> ovvero "forzando" la lettera del legislatore per farla quadrare con la
>> sua interpretazione.
>>
>> "In sede assembleare, la domanda del singolo era stata rifiutata in
>> quanto, da un lato, il regolamento contrattuale dell’edificio non lo
>> consentiva, e, dall’altro, la disciplina regionale prevede che non si
>> può operare il distacco dall’impianto centrale quando l’impianto è al
>> servizio di più di quattro unità immobiliari abitative."
>>
>> A prima vista tutto a posto ? Ebbene, che ti fanno i giudici ?
>>
>> "Il Tribunale di Torino ha accolto la domanda del condomino di operare
>> il proprio distacco dall’impianto centrale concludendo rispettivamente
>> come segue:"
>>
>> - ha affermato, richiamando la Cass. n. 19893/2011, che la clausola del
>> regolamento contrattuale dell’edificio non può vietare il distacco del
>> singolo condomino dall’impianto centrale di riscaldamento, non essendovi
>> alcun interesse meritevole di tutela sotteso a questo divieto;
>>
>> - ha ritenuto applicabile il solo disposto dell’art. 1118 c.c.:
>> l’articolo 117 della Costituzione riserva alla Stato la competenza
>> legiferativa in materia, senza che assumano rilievo le specifiche
>> discipline regionali.
>
> Ecco un altra fonte:
>
>
http://www.quotidianopiemontese.it/2014/01/23/staccarsi-dal-riscaldamento-centralizzato-secondo-il-tribunale-di-torino-il-condominio-non-puo-opporsi/
>
> "Le cause civili in tema di distacco dall’impianto di riscaldamento
> centralizzato devono essere decise dal giudice solamente applicando le
> disposizioni del Codice civile stabilite dallo Stato, senza alcuna
> influenza delle normative regionali"
>
Che noia, che barba,che noia....

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