Energia e dintorni
 

Gli Stati Uniti anni avanti sulla energia nucleare

Roberto Deboni DMIsr 23 Apr 2015 18:54
Mentre l'Europa dell'asse antinuclearista continua la sua guerra religiosa
e di retroguardia contro l'uso dell'energia nucleare, ed i media nazionali
continuano la sistematica e impenetrabile censura verso tutto cio' che
e' nucleare (salvo elencare e discettare sugli incidenti che non si possano
nascondere), tanto che probabilmente per molti in Italia una delle poche
fonti "alternative" in ******* italiana e cio' che si scrive in questi NG,
negli Stati Uniti, non solo il nucleare non viene messo in discussione, ma
anzi, si e' aperto un dibattito se sia ora di incentivarla quanto e' stato
fatto per le nuove energia rinnovabili:

http://edition.cnn.com/2015/04/22/opinions/inhofe-obama-nuclear-energy/

CNN: "Obama should embrace nuclear energy"

Partendo dalla fattualita' della importanza della produzione nucleare,
l'autore (un senatore) si pone la domanda:

"... why doesn't the President's climate plan, allegedly aimed at reducing
carbon emissions, do more with nuclear power?"

[... perché il piano per il clima del Presidente, presumibilmente mirato
alla riduzione delle emissioni di carbonio, non fa' di più con l'energia
nucleare?]

Questa e' una domanda che mi sono posto spesso riguardo alla politica
energetica e tecnologica tedesca, e poi all'apparente inspiegabile
esitazione giapponese (*).

"James Hansen, the former head of NASA's Goddard Institute for Space
Studies, said in 2013 that "continued opposition to nuclear power
threatens humanity's ability to avoid dangerous climate change."

[James Hansen, l'ex direttore del Goddard Institute della NASA per gli
studi spaziali, ha detto nel 2013 che "la continua opposizione all'energia
nucleare sta minacciando la capacità dell'umanità di evitare un pericoloso
cambiamento climatico."]

Come non sottoscrivere queste parole ?! Basta osservare l'andamento
delle emissioni di CO2 della Germania, con la sua stoica (se lo possono
permettere) politica antinucleare verso quelle di altri paesi che non
vogliono mettere in discussione l'energia nucleare, per capire in quale
direzione porta l'astrattismo di certi ragionamenti antinuclearisti.
La Germania sta tornando ad incrementare le emissioni di CO2, e peggio
ancora e' l'Austria, paladina dell'antinuclearismo "doc", che oggi
emette piu' CO2 che rispetto al 2000, quindi dopo 15 anni di chiacchere
che oggi possiamo definire un "cianciare" visto i risultati.

La paura espressa dagli antinuclearisti e' quella di un modo ra*****attivo.
A parte l'errore di fondo che pare volere ignorare che il mondo (ovvero
dappertutto e' cosi') e' da sempre ra*****attivo, e che probabilmente la
nostra stessa evoluzione e' "figlia della ra*****attivita'", la domanda e':
"Cosa c'e' ne facciamo di un modo "ipoteticamente" privo di ra*****attivita'
se e' diventato deserto, invivibile per l'attuale biologia, a causa di
temperature eccessive, mancanza di acqua dolce, radiazioni UV dure che
arrivano fino a terra per molte ore al giorno ?"

Anche l'ozono ? Infatti, i meteorologhi hanno preventivamente una
esasperazione degli eventi climatici, ipotizzando che si possano
stabilire condizioni marine tali da far nascere degli iper-uragani.
Sarebbero uragani non particolarmente ampi, ma con venti fortissimi
(oltre i 600 km/h) e tali da formare una colonna vorticante che aspira
l'acqua del mare fino agli strati superiori dell'atmosfera, dove si
trova l'ozono. Il guaio e' che l'acqua nebulizzata portata su reagisce
fortemente con l'ozono, neutralizzandolo. Il seguito lo potete immaginare.

Saltando alcuni passi, evidenzio che si stanno valutando ipotesi che
prevedono la necessita' fino a 275 nuovi reattori nucleari, da
completare entro il 2050, onde soddisfare gli obbiettivi di riduzione
delle emissioni di CO2 come da legislazione.

Oltre al frenare il cambiamento climatico, l'energia nucleare e' una fonte
di energia critica per allontanare anche un altro pericolo. Studi
approfonditi hanno portato ad ipotizzare una grave rischio che si sta
concretizzando da parte dei cosidetti super-vulcani:

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1203028/Will-Krakatoa-rock-world-Last-time-killed-thousands-changed-weather-years-deadlier.html

Tutti avranno ricordi scolastici della famosa eruzione di Krakatoa del 1883.
Ma la ricerca dei climatologi, con l'aiuto dei campioni di ghiacci
millenari che si stanno sciogliendo a ritmo sempre piu' serrato, stanno
evidenziando che l'evento del 1883 non e' unico, bensi' un evento moderato
in termini di ampiezza di una particolare tendenza in quel sito alla
formazione di super-volcani con effetti ben piu' vasti ed ampi di quelli
espressi nel 1883. L'ipotesi e' che nel 600 d.c., un antesignano del
vulcano di Krakatoa sia stato responsabile di un evento eruttivo ben piu'
potente. Il problema per il mondo non sono gli effetti drammatici in zona,
con devastazione totale delle coste fino a migliaia di chilometri, oltre
che nuvole roventi (tipo Pompei ...) e terremoti sfascia strutture.
Il problema ci riguarda tutti perche' una eruzione simile scarica
nell'atmosfera una tale quantita' di polvere da oscurare il Sole (pensate
alla piu' grigia giornata invernale ed immaginatela per 365 giorni all'anno)
per un decennio.

"Computer simulations of the eruption indicate that the interaction could
have produced a plume from 25 to >50 km high, carrying from 50 to 100 km3
of vaporized seawater into the atmosphere. Although most of the vapor
condenses and falls out from low altitudes, still large quantities are
lofted into the stratosphere, forming ice clouds with super fine
(<10 micrometer) hydrovolcanic ash."

E' solo una ipotesi, non una teoria provata, ma ci sono forti elementi a
sostegno che impediscono di negarla a priori come evento possibile.
E' evidente che in caso di un evento del genere, possiamo scordarci tutta
la produzione solare e che, a parte le nazioni munite di sufficienti
riserve minerarie di carbone, chi avesse reattori nucleari avrebbe una
marcia in piu'. Pensate ad un clima rigido, senza raccolti, e se anche
il commercio mondiale non crollasse a zero, e' garantito che le fonti
di energia fossile (carbone, gas, petrolio, financo i boschi morenti)
schizzerebbero a prezzi stellari, sempre supposto che in una situazione
di tale emergenza, che ha energia sia disposto a condividerla, a
commerciare con i vicini. L'energia nucleare permetterebbe invece a
paesi privi di fonti naturali di energia, di disporre di scorte per
alcuni anni, anche decenni, di energia, a prescindere dalle importazioni.
Sappiamo tutti che invece questo non e' possibile per le fonti fossili,
sia per carenza di spazio/volume (le riserve di gas, riempita al massimo
nei depositi nazionali bastano solo per mesi, forse mezzo anno, o un anno
con un pesante razionamento).
Insomma, l'energia nucleare e' l'unica difesa di fronte ad eventi
catastrofici a livello mondiale: evitiamo quindi suicide logiche
mono-tecnologiche come il puntare tutto alle nuove rinnovabili
(sostanzialmente fotovoltaico) mentre ci si appoggia su energia importata.

Attualmente, dove si trovava il Krakatoa e' gia apparsa la cima di un
nuovo cono vulcanico, che si sta alzando di 7 metri ogni anno. La
prossima eruzione, e dai segni sembra piu' del tipo di quella del 600 d.c.
potrebbe avvenire gia' entro i prossimi 50 anni.


(*) in realta' abbiamo scoperto che, di fronte all'evidente esplosione
mondiale della "domanda" di nucleare nel mondo, hanno semplicemente
architettato e messo in opera, alla prima occasione utile, un abile piano
per fare incetta di combustibile nucleare a basso costo, avendo, con una
gestione, come dire, "impacciata ?" degli eventi a Fukushima Dai-ichi,
fornito benzina agli antinuclearisti, per una campagna forsennata contro i
reattori nucleari. Anzi, in questo momento mi sovviene un dubbio ... non e'
che i tedeschi stiano faccendo lo stesso ? Se cosi' fosse, sarebbe proprio
da avere pena per l'Italia: i furbi per antomasia intortati come tortellini.
Roberto Deboni DMIsr 24 Apr 2015 03:09
On Thu, 23 Apr 2015 11:54:24 -0500, Roberto Deboni DMIsr wrote:

...snip...

> (*) in realta' abbiamo scoperto che, di fronte all'evidente esplosione
> mondiale della "domanda" di nucleare nel mondo, hanno semplicemente
> architettato e messo in opera, alla prima occasione utile, un abile
> piano per fare incetta di combustibile nucleare a basso costo, avendo,
> con una gestione, come dire, "impacciata ?" degli eventi a Fukushima
> Dai-ichi, fornito benzina agli antinuclearisti, per una campagna
> forsennata contro i reattori nucleari. Anzi, in questo momento mi
> sovviene un dubbio ... non e' che i tedeschi stiano faccendo lo stesso ?
> Se cosi' fosse, sarebbe proprio da avere pena per l'Italia: i furbi per
> antomasia intortati come tortellini.

La situazione e' ancora piu' seria: c'e' una vera guerra commerciale in
corso sulle riserve di Uranio, fino alla corruzione di un ex-presidente
degli Stati Uniti:

http://www.nytimes.com/2015/04/24/us/cash-flowed-to-clinton-foundation-as-russians-pressed-for-control-of-uranium-company.html?_r=0

L'elevata concentrazione di energia contenuta nell'uranio e quindi la
facilita' logistica che ne consegue di accumulare decine, anche
centinaia di anni di autonomia energetica, il vero "oro giallo"
di questo secolo, sta spingendo gli stati, che possono permetterselo, ad
una corsa verso l'accaparramento di tutto l'uranio (facilmente) disponibile
nel mondo. Sono coinvolti tutti i paesi di economia rilevante nel mondo,
con eccezione della Germania (che ha una alternativa con riserve stimate
in 300 anni) e dell'Italia (che invece non ha alternative).
Roberto Deboni DMIsr 28 Apr 2015 04:09
On Thu, 23 Apr 2015 20:09:29 -0500, Roberto Deboni DMIsr wrote:

> On Thu, 23 Apr 2015 11:54:24 -0500, Roberto Deboni DMIsr wrote:
>
> ...snip...
>
>> (*) in realta' abbiamo scoperto che, di fronte all'evidente esplosione
>> mondiale della "domanda" di nucleare nel mondo, hanno semplicemente
>> architettato e messo in opera, alla prima occasione utile, un abile
>> piano per fare incetta di combustibile nucleare a basso costo, avendo,
>> con una gestione, come dire, "impacciata ?" degli eventi a Fukushima
>> Dai-ichi, fornito benzina agli antinuclearisti, per una campagna
>> forsennata contro i reattori nucleari. Anzi, in questo momento mi
>> sovviene un dubbio ... non e' che i tedeschi stiano faccendo lo stesso
>> ? Se cosi' fosse, sarebbe proprio da avere pena per l'Italia: i furbi
>> per antomasia intortati come tortellini.
>
> La situazione e' ancora piu' seria: c'e' una vera guerra commerciale in
> corso sulle riserve di Uranio, fino alla corruzione di un ex-presidente
> degli Stati Uniti:
>
>
http://www.nytimes.com/2015/04/24/us/cash-flowed-to-clinton-foundation-as-russians-pressed-for-control-of-uranium-company.html?_r=0
>
> L'elevata concentrazione di energia contenuta nell'uranio e quindi la
> facilita' logistica che ne consegue di accumulare decine, anche
> centinaia di anni di autonomia energetica, il vero "oro giallo" di
> questo secolo, sta spingendo gli stati, che possono permetterselo, ad
> una corsa verso l'accaparramento di tutto l'uranio (facilmente)
> disponibile nel mondo. Sono coinvolti tutti i paesi di economia
> rilevante nel mondo, con eccezione della Germania (che ha una
> alternativa con riserve stimate in 300 anni) e dell'Italia (che invece
> non ha alternative).

Ma lo stesso sta accadendo con il carbone. La Germania a prima vista
sembra stare a guardare, visto che pare uscire dal settore nucleare.

In realta', nell'ultima assemblea degli azionisti della RWE e' diventato
evidente il contrario: la Germania ha messo lo stop all'utilizzo
del carbone nazionale, e sta importando a tutto spiano il carbone che
le serve per far funzionare le centrali elettriche. E nel contempo sta
costruendo nuove centrali a carbone per altri 26000 MW(e), con 5000 MW(e)
che stanno per entrare in linea (o sono appena entrate in servizio) ora.

Gia' nel 2011 ha importato 33,65 milioni di tonnellate da Colombia, *******
Stati Uniti, Polonia e Sud Africa, con un residuo 9% da
altri paesi. E pare che stiano distruggendo interi territori (non si
fanno piu' miniere, con i grossi macchinari di oggi, si scava a cielo
aperto, smuovendo vere e proprie colline per potere arrivare fino alle
vene di carbone). Ovviamente in Colombia spariscono foreste (quindi
abbiamo la doppia botta delle emissioni di CO2 e della distruzione
di foresta). Altrove invece questo tipo di estrazione, che porta alla
luce e libera in abbondanza metalli pesanti, sta inquinando le falde
acquifere.

Le tre aziende elettriche tedesche che producono piu' elettricita' dal
carbone sono RWE (36,4 TW*h), E.ON (25,4 TW*h) e STEAG (30 TW*h).
In coda segue poi EnBW (con 16,2 TW*h) e Vattenfall (5,1 TW*h).

Il risultato di questa politica (giustificata in apparenza dai maggiori
costi del carbone tedesco) e' che la Germania sta mantenendo intatta
le sue enormi riserve di carbone. Insomma, alla fine della storia,
l'Italia e' l'unico paese tra quelli sviluppati a non fare nulla per la
sua sicurezza energetica.

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