Energia e dintorni
 

Gli Stati Uniti convincono OECD a tagliare aiuti al carbone

Roberto Deboni DMIsr 19 Nov 2015 13:48
L'altro ieri, gli Stati Uniti concludono un accordo con i membri dell'OECD,
tra cui l'Italia (e sorprendentemente la Germania: ma visto il diesel-gate
e' tutto da verificare), di impostare una norma comune riguardo alle
sovvenzioni per la tecnologia del carbone.

Si stima che l'80% delle tecnologie del carbone attuali sara' esclusa
dai finanziamenti a causa del presente accordo:

http://www.eenews.net/assets/2015/11/18/document_cw_01.pdf

Peccato che pero' l'accordo sara' efficace solo nel 2017.
Si salvano le tecnologie ultra-supercitiche, per la loro efficienza, ma
pare di intendere che nel 2021 saranno anche in discussione.

Gli unici che riceveranno ancora aiuti nell'uso del carbone saranno
i paesi poveri.

Anche la Cina pare aderire esternamente.

Gli oppositori (che hanno frenato o annacquato l'accordo sono principalmente
Corea del Sud ed Australia, ed il Giappone (che non si capisce se nella sua
posizione di consumatore o produttore di impianti).


A proposito, una considerazione (riguardo alla cattura della CO2).
Una mole di carbone amorfo occupa:

12 gr/mol : 2 gr/cm3 = 6 cm3/mol

cioe' 6 centimetricubici per una mole.
Ma nella CO2 sono anche due atomi di ossigeno, oltre ad essere un gas ed
abbiamo (valore da solido a -78,5 Celsius)

44 gr/mol : 1,56 gr/cm3 = 28,17 cm3/mol

quindi, nella condizione di maggiore densita', la CO2 prodotta dalla
combustione del carbone richiede quasi 5 volte il volume che occupava
in origine. Questo rende precaria, molto precaria, l'ipotesi che si
possa "stipare" la CO2 nelle miniere da cui e' stato estratto il carbone.

Se consideriamo la CO2 allo stato di liquido (-37 Celsius), abbiamo:

44 gr/mol : 1,1 gr/cm3 = 40 cm3/mol

ed il problema si aggrava di un fattore oltre 6 volte.

Per curiosita' (ma non e' cosi' che sarebbe stivato, bensi',
pericolosamente, sotto pressione), come gas a pressione atmosferica
ed allo zero (0 Celsius):

44 gr/mol : 0,002 gr/cm3 = 22'256 cm3/mol = 22,26 lt/mol

e quindi sarebbe 3709 volte piu' voluminoso del carbone originario. E quindi
vitale che la CO2 venga compressa. E' utile che, a temperatura ambiente, ad
una pressione di 59 atmosfere (60 bar) si liquefa (occupando quindi 6,7 volte
il volume originario del carbone bruciato), ma non posso fare a meno di
pensare ad una bomba a tempo. Se per qualche ragione le barriere di
contenimento saltano, quel volume aumentera' di 556 volte.
Per dare una idea, una sola tonnellata di CO2 corrisponde a 506 m3 in forma
gassosa, sufficiente, per uno spessore di 2 metri d'altezza dal suolo, ad
occupare una area di 250 metriquadri. Per asfissiare in questo modo,
ovviamente sul piano, una superficie di 1 kmq, bastano poco meno di
4000 tonnellate di CO2.

Provate a leggere quali quanita' vogliono stivare e fatevi i calcoli voi
di quanti km2 mettono a rischio (ed hanno paura del nucleare? poveretti ...)

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